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Anca

L'anca è un'articolazione profonda e robusta: quando si ammala, il dolore cresce in modo graduale e toglie libertà di movimento, sonno e autonomia. Mi occupo di chirurgia protesica dell'anca da oltre vent'anni, con tecniche mininvasive e oggi anche con il supporto della robotica.

Illustrazione del bacino con l'articolazione dell'anca dolorante evidenziata
Patologie dell'anca

Quando l'anca fa male

Il dolore all'anca si avverte spesso all'inguine, alla coscia o al gluteo e a volte viene scambiato per un problema di schiena. Una visita accurata e gli esami giusti permettono di capirne la causa e di scegliere il trattamento, che non sempre è chirurgico.

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Coxartrosi

L'artrosi dell'anca consuma progressivamente la cartilagine tra testa del femore e acetabolo. Nelle fasi iniziali si affronta con fisioterapia, controllo del peso, terapia medica e infiltrazioni; quando il dolore limita la vita quotidiana, la protesi è la soluzione più efficace.

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Necrosi e displasia

La necrosi della testa del femore e gli esiti di displasia congenita alterano la forma e la tenuta dell'articolazione, anche in pazienti giovani. Riconoscerle per tempo è decisivo per scegliere il momento e il tipo di intervento più adatti.

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Anca e sport

Nello sportivo il dolore all'anca può nascondere problemi diversi: sovraccarichi, lesioni muscolo-tendinee, alterazioni della forma dell'articolazione. È un tema su cui ho presentato una relazione al congresso ALA di Lerici, dedicato proprio alle patologie dell'anca nello sportivo.

Il Dr. Miele indica una radiografia del bacino e delle anche
Chirurgia protesica

La protesi d'anca, con il minimo impatto possibile

Protesi totale con via anteriore mininvasiva

Ho approfondito in Belgio, al centro di Aalst, la via anteriore diretta (DAA, muscle sparing): si raggiunge l'articolazione passando tra i muscoli, senza tagliarli. Rispetto alle vie tradizionali significa in genere meno dolore dopo l'intervento e un ritorno più rapido al cammino.

Protesi a conservazione del collo femorale

Nei pazienti più giovani e attivi, quando l'anatomia lo consente, si possono usare impianti che preservano parte del collo del femore e quindi più osso. È il tema su cui ho scritto la tesi di specializzazione nel 2005 e che da allora fa parte della mia pratica chirurgica.

Riprotesizzazione d'anca

La revisione di una protesi d'anca è un intervento di alta complessità. Tratto casi di usura, mobilizzazione e complicanze dell'impianto, con tecniche di ricostruzione ossea e impianti di revisione di ultima generazione.

Chirurgia robotica CORI

La robotica arriva anche alla protesi d'anca

Dopo l'esperienza sulla protesi di ginocchio, dal 2026 utilizzo il sistema CORI di Smith+Nephew anche per l'anca. Il software ricostruisce l'articolazione del paziente e aiuta a definire, prima e durante l'intervento, l'orientamento della componente acetabolare, la lunghezza dell'arto e l'offset: tre fattori che incidono sulla stabilità della protesi e sulla qualità del cammino.

Come per il ginocchio, il robot non sostituisce il chirurgo: è uno strumento di precisione che lui guida e controlla in ogni passaggio, per rendere l'intervento più prevedibile e ridurre la variabilità.

Radiografia di una protesi d'anca sullo schermo durante la pianificazione
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    Pianificazione

    Si acquisiscono i riferimenti anatomici del bacino e del femore per costruire il progetto dell'impianto su misura di quell'anca.

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    Lunghezza e offset

    Si calcolano lunghezza dell'arto e offset da ripristinare, per ridurre il rischio di dismetrie e restituire un cammino naturale.

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    Posizionamento guidato

    La componente acetabolare viene preparata e posizionata con il controllo in tempo reale di inclinazione e antiversione.

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    Verifica finale

    Prima di chiudere si controllano stabilità e movimento dell'anca, confrontando il risultato con quanto pianificato.

Il percorso sulla robotica d'anca è iniziato nel 2026 alla Smith+Nephew Academy di Monaco, dove ho seguito il corso dedicato insieme al Dr. Giovanni Pelliccia, con cui utilizzo il sistema CORI anche per la protesi di ginocchio.

Dopo l'intervento

Il percorso Fast Track

Preparazione, controllo del dolore e mobilizzazione precoce: di solito ci si alza già nelle prime 24-48 ore e la maggior parte delle attività quotidiane riprende in uno o due mesi. I tempi variano da persona a persona e si definiscono insieme in visita.

Come funziona il Fast Track →
Il primo passo

Hai dolore all'anca?

Porta con te radiografie, risonanze ed esami recenti: in visita li leggiamo insieme e valutiamo il trattamento più adatto, che non sempre è un intervento.

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